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La direzione si lamenta di dover badare ad affari, come il pagamento di alcuni operai, che dovrebbero essere interamente gestiti da San Giovanni.
Pareto a questo proposito puntualizza: "Ella mi dice che la direzione ha ben altri impegni da corrispondere che quelli dell'agenzia di San Giovanni, ne sono più che persuaso ma la prego di considerare che nella mia lettera non muovo già lamento pel ritardo nell'invio del contante ma chiedevo d'esserne avvisato prima il che a me non pareva potesse essere in contraddizione con gli impegni della direzione". Vengono inoltre assunti operai di paesi vicini come Arezzo perchè vi sono "non poche difficoltà a trovare manovali in questo paese [San Giovanni]". Questi sono ben altro che "fiori di galantuomini". Infatti, "ieri sera tre di loro, per un futile pretesto, profferivano in ferriera, minacce di morte contro il capofabbrica e un loro superiore. Naturalmente li feci mettere alla porta ma volevano essere pagati e se io non avessi avuto di che soddisfarli ella può figurarsi che inconvenienti potevano nascere con quegli individui fuori della porta che incitavano la gente gridando che si faceva loro torto e non li si voleva pagare. Ma tre operai sono pochi, senonché alcuni giorni orsono molti di Arezzo pretendevano un ingiustificabile aumento il quale non venendo accordato loro faceva si che abbandonavano il lavoro. Veramente si era in diritto di pagarli alla fine della quindicina ma il maresciallo dei carabinieri avendo tra loro riconosicuto dei sogetti assai pericolosi mi pregò di pagarli subito per sbarazzarcene, e mi parve dover accondiscendere per evitare spiacevoli inconvenienti". Ma "rimanendo privi di uomini nè si trasporta il ferro in magazzino, nè si fanno le spedizioni come ella sa avevo divisato di farne venire da altri paesi più lontani".