Società Italiana Strade Ferrate Meridionali

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La Società delle Ferrovie Meridionali (poi Società Italiana per le Strade Ferrate Meridionali) era la più importante società ferroviaria italiana. Si costituì all'indomani dell'unità d'Italia come Società anonima con capitale di 100 milioni, per iniziativa di un gruppo di banchieri guidati dal livornese Pietro Bastogi. Operava inizialmente nell'Italia del Sud, ad esclusione della Calabria. Verso il 1870 assunse anche l'esercizio delle linee calabre e più tardi (1878) quello di tutta la rete che si estendeva lungo il versante adriatico fino alle Marche, compreso l'entroterra. Fu assorbita dalle Ferrovie dello Stato nel luglio del 1906.
Era tenuta per legge a ricorrere per la costruzione del materiale allo Stabilimento di Pietrarsa.
Attiva anche sul versante adriatico, dopo il 1885 allestì presso Foggia un'officina per riparazioni di locomotive e vagoni.
Tra i suoi principali azionisti era il Credito Mobiliare, che tra il 1888 e il 1892 deteneva circa il 10% del pacchetto azionario. Più tardi entrò in rapporti d'affari con la Commerciale Italiana e soprattutto con il Credito Italiano.
Era gestore di linee ferroviarie anche al nord: nel 1893 aprì al traffico la Lecco-Colico, nel 1984 la Parma-Borgotaro; nel 1899 affidò alla Società per la Trazione Elettrica sulle Ferrovie l'incarico per l'elettrificazione delle linee Lecco-Colico, Colico-Sondrio e Colico-Chiavenna.
Cfr Wikipedia. L'enciclopedia libera, 19 nov 2022, sub voce Società Italiana per le Strade Ferrate Meridionali, pubbl. elettronica, url https://it.wikipedia.org/wiki/Societ%C3%A0_Italiana_per_le_Strade_Ferrate_Meridionali