Dopo la laurea in Giurisprudenza all'Università di Napoli e un breve servizio nelle biblioteche governative (1911-1916), intraprese la carriera di scrittore, giornalista e saggista.
Scrisse opere narrative di ambientazione provinciale vicine prima al verismo e poi al D'Annunzio delle Novelle della Pescara, caratterizzate da uno stile piano e limpido, da una viva sensibilità e da una forte connotazione autobiografica.
Collaborò con diversi quotidiani e riviste, come "Il Corriere della Sera", "La Stampa", "Il Messaggero", "Il Resto del Carlino", "Il Tempo" e "Secolo", e diresse la "Rivista d'Italia" (vedi) dal 1918 al 1920. Verso gli anni Quaranta, infine, si distinse come acuto biografo di personaggi illustri come Foscolo, Mazzini e Michelangelo.
Tra i suoi scritti: Rosolacci (1912), La vigilia (1914), Peccato (1920), Le ninfe e i satiri (1920), Un uomo: l'adolescenza (1924), La bella risvegliata (1928), Paolo e Francesca (1930), Bionda Maria (1936), Vita amorosa ed eroica di U. Foscolo (1938), Il cerchio magico (1939), Carducci (1940), Leopardi (1941), Michelangelo (1947), I discepoli (1952),