Ingegnere e imprenditore, nacque a Trieste nel 1857 da Alessandro Riettis, commerciante di Zante di origine ebrea ed Elena Laudi, di agiata famiglia triestina. Era fratello del pittore Arturo Rietti (cfr. M. Lorber, Arturo Rietti, Trieste, Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste, 2008, p. 13)..
Pareto lo aveva probabilmente conosciuto quando dirigeva la Società delle Ferriere Italiane. Uno dei libri matricola conservati presso l'archivio storico delle ferriere del Valdarno (contrassegnato dal n. 1) attesta infatti la presenza di un Riccardo Rietti tra il personale tecnico dello stabilimento di San Giovanni. Questi i dati che vi si leggono: "Ingegnere. Capo servizio cilindri. Figlio del fu Alessandro. Nato a Trieste. Di anni 24. Proveniente da Firenze. Ha iniziato a lavorare in ferriera il 31 marzo 1882, fino al 1° ottobre 1889. Si è licenziato volontariamente".
Dal luglio 1887 al marzo 1896 è attestato a Terni, dove fu per qualche tempo direttore della locale ferriera di Angelo Sinigaglia (vedi).
Sulla base di testimonianze familiari, dal 1905 al 1916 è a Savona. A partire dagli anni Dieci del '900 fu consigliere di amministrazione e poi presidente (1918) della Ligure Metallurgica e consigliere di amministrazione dell'ILVA, società per la quale operava ancora nel 1927, anno presunto della morte (cfr. Ilva. Altiforni e acciaierie d'Italia. 1897-1947, Bergamo, Istituto italiano d'Arti grafiche, 1948, p. 280, 286; I. Biagianti, Sviluppo industriale e lotte sociali nel Valdarno superiore (1860-1922), Firenze, Olschki, 1984, p. 336 e un taccuino conservato fra le carte personali di Arturo Rietti).
Già nel 1881 si era allontanato dalla sua religione, avendo chiesto la cancellazione dai registri della comunità ebraica di Trieste e nel 1908, insieme alla moglie Giulia Morpurgo, ricevette il battesimo cattolico. Più tardi, nel 1924, si iscrisse al Terz'Ordine Francescano e nel 1927 ne abbracciò la regola (cfr. Archivio Centrale dello Stato, Ministero dell'Interno, Direzione generale della demografia e razza, Fascicoli personali (1938-1944), b. 68, fasc, 4626).
Del Rietti si conoscono alcuni brevi saggi sulla situazione italiana all'epoca della Prima Guerra Mondiale, nei quali si intrecciano sentimento patriottico e considerazioni di natura economica: Nell'ora eroica d'Italia. 1915-1919: Trieste redenta. Italia patria Dantis: et in terra pax?, Fiume (1919) e Oportet ut scandala eveniant? Note economiche, Genova, SIAG, 1919. A p. 23 di quest'ultimo opuscolo, affrontando il tema del protezionismo nell'industria siderurgica, il Rietti riporta testualmente, senza citarne l'autore, alcune affermazioni di Pareto contenute nella lettera R19C372.