Pubblicista e militante socialista. Dopo aver iniziato la carriera d'insegnante al ginnasio di Bari, nel 1987 partecipò alla guerra greco-turca con i volontari garibaldini e combetté a Domokòs. Rientrò in Italia e si trasferì a Voghera per continuare l'insegnamento.
Coinvolto nei fatti del maggio 1898, fu licenziato dalla scuola, ricercato dalla polizia e costretto ad abbandonare l'Italia. Sotto le vesti di prete, attraversò il Gran San Bernardo e giunse in Svizzera, a Martigny. Conobbe Pareto a Ouchy e collaborò all'allestimento del volumetto La liberté économique et les événements d'Italie preparando materiale e dati relativi ai fatti del '98. Con l'incoraggiamento di Pareto, iniziò gli studi di economia matematica. Lasciò la Svizzera, passò in Francia per poi rientrare in Italia stabilendosi a Nola. Nel 1900 si laureò in lettere all'Università di Napoli.
Nei primi anni del Novecento entrò al Ministero dell'agricoltura, collaborò con l' "Avanti!" e fondò con Leone e Mantica "Il Divenire sociale". Venne quindi chiamato da Pantaleoni al "Giornale degli Economisti", ove rimase come segretario fino al 1908, quando vinse un concorso al Ministero degli esteri per la carriera consolare.
Fu addetto commerciale in Egitto, s'interessò di storia economica del mondo arabo e tenne un corso all'Università del Cairo. Fu anche segretario del re d'Egitto Fuad.
Allo scoppio della Prima Guerra mondiale rientrò in Italia e Giolitti lo nominò capo dell'ufficio per la stampa estera della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Durante la Seconda Guerra mondiale si trovava a Parigi e nel 1943 partecipò attivamente alla resistenza sui Pirenei. Rientrò, infine, In Italia, a Salerno, nel 1944.
Nei primi anni del Novecento tradusse dal francese La chanson de Roland e dall'inglese Doctor Faustus di Christopher Marlowe.
Cfr. V. Pareto, OC, t. 28.2, 1984, p. 215. Per approfondimenti vedi Annita Garibaldi Jallet, Virgilio Panella, in "Camicia rossa. Periodico politico storico letterario : organo dell'Associazione veterani e reduci garibaldini Giuseppe Garibaldi, n.s., a. 37, n. 2 (mag-ago 2017), p. 6.