Azienda metalmeccanica, fondata a Genova verso la metà dell'Ottocento con la denominazione di "Orlando Luigi e C." da Luigi Orlando coi fratelli Giuseppe, Paolo e Salvatore. Messa in liquidazione in regime fallimentare, fra travagliate vicende si trasferì a Livorno nel 1865, inizialmente come cantiere per navi in ferro e successivamente come stabilimento meccanico. Alla O. si deve la costruzione delle corazzate Emilio Faà di Bruno, Alfredo Cappellini e Lepanto. Nel 1874 l'industria ebbe parte nel progetto di costituzione di un Lloydl Italiano comprendente anche le imprese genovesi Rubattino, Florio, Ansaldo e altre.
Dal 1896 fu diretta da Giuseppe, figlio di Luigi; nel 1904 entrò nella Terni e dal 1928 nella Odero-Terni-Orlando. A partire dai primi anni del Novecento fu legata da intensi rapporti con la Banca Commerciale Italiana. La Prima Guerra Mondiale portò particolare benessere ed espansione all'impresa, ormai divenuta un gruppo i cui interessi spaziavano su vari settori produttivi, dai metalli non ferrosi (con la Società Metallurgica Italiana), alla gomma, alla telefonia e all'elettricità.
Verso gli anni Venti del Novecento, ai vertici dell'industria e della finanza italiane, intrecciò affari con la Pirelli, costituendo la Centrale, la cui esistenza si protrasse fino agli anni Sessanta. Molto ridimensionata, la Orlando (SMI) si ritirò a Firenze, concentrandosi sulla metallurgia, in particolare sulla produziione di rame ed acciai speciali.