Giornalista, politico e imprenditore. Si laureò in giurisprudenza all'Università di Bologna nel 1917 e cominciò molto presto l'attività giornalistica.
Scrisse su diversi periodici, fu direttore della "Patria", foglio liberale bolognese, e, dal gennaio 1914 al marzo 1918, condusse "Il Resto del Carlino", orientandolo verso una linea liberale. Diede un contributo significativo alla fondazione del "Popolo d'Italia" (1915), quotidiano ostile al Partito socialista, diretto da Mussolini. I due strinsero una forte amicizia, resa nota pubblicamente più volte, e una solida collaborazione giornalistica. In seguito ad una polemica con Giuseppe Pontremoli, proprietario del "Secolo", che voleva acquistare "Il Resto del Carlino", nel 1917 fondò il quotidiano "Il Tempo".
Nella stagione di terrore (1919-1921), si schierò dalla parte del fascismo, aiutando a creare un nuovo concetto di politica nazionale e partecipando alle vicende secondarie del delitto Matteotti perchè amico di Filippo Filippelli, suo collaboratore, coinvolto nei fatti.
Nel 1926 decise di espatriare in Francia a causa anche della bancarotta del Banco Adriatico di Cambio. Qui svolse incarichi di dirigente e consulente di compagnie petrolifere facenti capo al gruppo Sinclair Oil. Ritornò in Italia nel 1938 e fu nominato capo dell'ufficio stampa di Badoglio per pochi mesi.