Macchi Izar e C. [azienda]

Notizie

Società in accomandita semplice costituitasi a Milano nell'ottobre 1879 ad opera di Federico Izar e Cesare Macchi (1858-1904, nel ritratto), specializzata nella fabbricazione di chiodi a macchina e relativo smercio.
Dopo la morte dell'Izar, nel luglio 1880 entrò a far parte della società in nome collettivo Camillo Macchi, fratello di Cesare, in qualità di gerente e firmatario. L'azienda produceva anche bulloni, dadi, ramponi, chiavarde ed arpioni per armamento di ferrovie, veicoli ferroviari, caldaie a vapore, ponti, tettoie, ecc.
Nel 1881 ottenne la medaglia d'argento all'Esposizione di Milano e l'anno seguente le fu assegnato dal R. Istituto Lombardo di Scienze, Lettere ed Arti il premio Brambilla per la realizzazione in Lombardia di nuovi processi industriali.
La sua produzione fu stimata in oltre 600.000 kg di pezzi finiti all'anno. Tra la fine del 1883 e l'inizio del 1884, sotto la direzione tecnica di Giovanni Passoni, arrivò a creare macchine atte a fabbricare la bulloneria per carrozze, cosìddetta tipo Ardennes. Lo stesso Passoni, che dal 1886 era titolare insieme al fratello Angelo di un'officina meccanica, nel 1892 divenne procuratore della Macchi Izar, preludio alla costituzione, nel 1895, di una nuova società con ragione sociale Macchi Izar e C. dei fratelli Macchi e Passoni.
Attraverso varie ristrutturazioni, cambiamenti di titolarità e ragione sociale, l'azienda operò fino all'ottobre 1918, quando venne messa in liquidazione.
La Società delle Ferriere era fornitrice di ferro alla Macchi Izar.

Bibliografia essenziale

Milano, Archivio storico della Camera di Commercio, fasc. Macchi e C. (§ 14610, 3377), fasc. Macchi e Passoni di Angelo Passoni (§ 8864, 8865, 9184, 9185, 10013, 11192, 13172, 14329, 14674, 15359, 7565); G. Busino, Vilfredo Pareto e l'industria del ferro nel Valdarno, Milano, Comit, 1977, p. 475, 561; Annuario dell'industria e degl'industriali di Milano, a cura di G. Benvenisti, L.F. Bolaffio, A. Gramola, Milano, Tip. Verri Edit., 1890, p. 288-289.

Iconografia