(Rendicondoli, SI, 30 giugno 1877 - ?) Figlio di Stanislao e Anna Bizzarrini, fu ispettore per il Ministero delle Finanze, libero docente di scienze delle finanze presso l'Università di Roma e collaboratore di riviste tecniche, economiche e politiche.
Studioso di problemi amministrativi e collaboratore della "Vita italiana" (cfr. V. Pareto, 1973, poi OC, t. 19, 1975, p. 1141).
Tra i suoi scritti: La riforma della burocrazia (1919), L'attività finanziaria nella dottrina e nella realtà. Saggio di una sistemazione scientifica di fenomeni finanziari (1920), Pagine liberiste (1922), Per l'attuazione dello Stato Fascista (1928), Il carattere sociologico della scienza delle finanze e lo studio scientifico dei fatti finanziari (1928).
Cfr. Chi è? Dizionario biografico degli Italiani d'oggi, 5. ed., Roma, Scarano, 1948, p. 337; G. Vaccaro, Panorama biografico degli italiani d'oggi, Roma, A. Curcio, 1956, v. 2, p. 360.