Ingegnere di origine inglese, nacque a Firenze il 16 luglio 1842. Frequentò la Regia Accademia Militare di Torino, dove fu licenziato nel 1861 col grado di sottotenente d'artiglieria. Rimase nell'esercito fino al 1870 raggiungendo il grado di Capitano. Combattè nella Terza Guerra di Indipendenza meritando la medaglia d'argento al valor militare (cfr. F.L. Rogier, La R. Accademia militare di Torino. Note storiche. 1816-1860, Torino, Tipografia Candeletti, 1985, p. 430).
All'inizio degli '70 fu il principale artefice della costruzione delle ferriere di San Giovanni Valdarno, realizzatore di un'iniziativa la cui fattibilità e convenienza era stata messa in luce dai numerosi studi sullo sfruttamento della lignite xiloide condotti a quel tempo da C. Curioni, E. Sthor e G. Axerio.
Promosse la costituzione di un Comitato per la valutazione della consistenza dei banchi lignitiferi di Castelnuovo dei Sabbioni, in comune di Cavriglia. L'anno successivo raccolse nell'opuscolo Società Italiana per l'Industria del Ferro i risultati delle analisi del Comitato ed elaborò, con Auguste Ponsard, il progetto della ferriera di San Giovanni, i cui lavori iniziarono nell'ottobre del 1872.
Tra i soci fondatori - con 260 azioni - della Società per l'Industria del Ferro, ne fu nominato direttore tecnico, carica che tenne fino al maggio 1875.
Nel 1873 venne eletto corrispondente dell'Accademia dei Georgofili, in virtù della valorizzazione che seppe operare a favore delle ricchezze naturali toscane.
Pareto fu sempre in cattivi rapporti col L., a cui non riconosceva alcuna competenza in campo siderurgico e di cui lamentava un comportamento poco disponibile al dialogo, alla collaborazione e al riconoscimento delle capacità altrui.
Cfr. G. Busino, Vilfredo Pareto e l'industria del ferro nel Valdarno, Milano, Banca Commerciale Italiana, 1977, passim.