Specializzato in discipline economiche e sociali a diffusione internazionale, fu fondato a Padova nell'aprile 1875 come organo dell'Associazione per il progresso degli studi economici.
Le pubblicazioni si suddividono in cinque serie. La prima (1875-1879), padovana, diretta da Eugenio Forti, difendeva il protezionismo e sosteneva l'intervento legislativo nel campo dell'assistenza, previdenza e tutela del lavoro, con particolare attenzione al lavoro femminile e minorile nelle fabbriche: idee in aperta opposizione con quelle liberiste dell'"Economista" fiorentino.
La seconda (1886-inizio Novecento), bolognese e romana, avviata nel 1886 per opera di Alberto Zorli, accolse le firme di molti economisti italiani tra cui T. Martello e M. Pantaleoni, quest'ultimo curatore della Rassegna finanziaria e in seguito al fianco del direttore con Antonio De Viti De Marco e Ugo Mazzola. L'indirizzo politico del giornale cambiò: assunse idee liberiste, antiprotezioniste e antisocialiste. Inserì, inoltre, la rubrica Cronaca politica tenuta prima da Mazzola e poi da Pareto dal 1893.
La terza (inizio Novecento-1922), romana, aprì la collaborazione a una nuova generazione di studiosi. La comproprietà venne acquistata da Alberto Beneduce e Giorgio Mortara che insieme a Pantaleoni ne assumono la direzione.
La quarta (1923-1938), milanese, passò un difficile periodo a causa delle leggi razziali terminato con la cessione gratuita della testata all'Università Bocconi.
La nuova serie (1938- ), infine, diretta da Giovanni De Maria, rettore dell'Università Bocconi, entrò in rotta di collisione con il fascismo. Venne quindi sequestrata (1943) e poi in seguito ripresa (1946), sempre con De Maria. Nel secondo dopoguerra riuscì ad attrarre numerosi studiosi stranieri e a rendere la ricerca internazionale.