Galimberti, Tancredi

Luogo di nascita
Cuneo
Data di nascita
25 luglio 1856
Luogo di morte
Cumeo
Data di morte
1° agosto 1939
Notizie

Avvocato e uomo politico, fu deputato per otto legislature, dal 1887 al 1913. Direttore dal 1882 della "Sentinella delle Alpi", fondato da suo padre Bartolomeo. Nel 1896-97 fu sottosegretario all'Istruzione Pubblica con di Rudinì e dal 1901 al 1903 Ministro delle Poste del gabinetto Zanardelli.
Fautore del rigore economico, si oppose ai metodi repressivi per risolvere le questioni sociali; contrario alla politica coloniale, caldeggiò il riavvicinamento alla Francia. Legò le sue fortune politiche ai buoni rapporti con Giolitti, da cui si allontanò progressivamente a partire dal 1903, fino a divenirne aperto antagonista nelle elezioni del 1909 e quando, nell'aprile del 1911, fu tra coloro che votarono la sfiducia al governo.
Interventista convinto, mostrò simpatia per il movimento fascista, che vedeva come difensore dell'ordine e dello Stato, ma di cui disapprovò i metodi squadristi e gli attacchi alla legalità. Fu nominato senatore del Regno dal 1929.
Tra i suoi scritti: Cuneo nei suoi secoli (1898), I martiri irredenti (1917), Le due anime (1916), L'inganno della pace (1917), Discorsi politici, Discorsi forensi, Il Conte di Cavour.
Cfr. T. Sarti, Il Parlamento italiano nel cinquantenario dello statuto, Roma, Agostiniana, 1898, ad vocem.

Iconografia