Dopo l'insegnamento di economia, statistica e finanza in istituti tecnici, ottenne la libera docenza in Scienza delle finanze e Diritto finanziario presso l'Università di Napoli (1894). Negli anni Novanta e nei primissimi anni del nuovo secolo insegnò in diversi istituti tecnici e Università d'Italia (Foggia, Cremona e Genova, dove nel 1902 ottenne la libera docenza in economia politica). Vinto il concorso per professore straordinario di Scienza delle finanze e Diritto finanziario, insegnò a Catania (1904-1907) e Bologna (dall'autunno 1907).
Allievo di Angelo Bertolini, s'impegnò, inoltre, come studioso di finanza pubblica e di circolazione monetaria e come giornalista, collaborando a numerosi quotidiani (in particolare, per oltre vent'anni, con "Il Sole 24 Ore" e "Il Resto del Carlino"). Per merito di questa intensa attività ottenne diverse onorificenze ed importanti incarichi, come la collaborazione alla redazione di alcuni disegni di legge in materia finanziaria e alla preparazione tecnica e politica della conversione della rendita. Fu presidente della Banca popolare di credito di Bologna (1919-1948), socio nazionale dell'Accademia dei Lincei (dal 1949) e delegato del governo italiano nel comitato Dawes per la soluzione del problema delle riparazioni belliche tedesche.
Durante il periodo fascista, la produzione scientifica lasciò più ampio spazio a quella pubblicistica. Si iscrisse al Partito (1933), convertendosi in favore della politica economica del regime, con particolare riguardo alla rivalutazione della lira. Divenne senatore dal 1935 al 1945.
Tra i suoi scritti: Manuale della scienza delle finanze (1893); La finanza e la questione sociale (1897); Le finanze della guerra (1912); per l'attività pubblicistica, Oro e carta. Prestiti e commerci nella guerra europea (1915); La politica economica e finanziaria del fascismo (1923).