Sindacalista olandese e studioso di economia di tendenze anarco-radicali.
Insegnante in una scuola primaria della Zelanda, inizia poco più che ventenne a collaborare con il giornale "Rech voor Allen" ("Giustizia per tutti"), periodico ufficiale della Lega socialdemocratica (SDB). Nel 1891 diviene membro del comitato centrale del partito ed è nominato responsabile della segreteria internazionale. Nel 1893 è tra i fondatori del Nationaal Arbeids-Secretariaat (NAS), organizzazione molto vicina al sindacalismo rivoluzionario, e partecipa ai congressi dell'Internazionale comunista di Parigi e di Zurigo, avvicinadosi progressivamente alle frange anarchiche e antiparlamentari.
In seguito ai contrasti con la linea riformista dell'SDB, nel 1898 lascia l'Olanda e si reca a Parigi, dove milita nel gruppo anarchico dell'ESRI (Etudiants socialistes révolutionnaires internationalistes). Grazie ai numerosi contatti internazionali, è tra i promotori del congresso internazionale anarchico che si tiene ad Amsterdam nel 1907 e svolge un ruolo determinate nell'organizzazione del primo Congresso internazionale sindacalista di Londra del 1913.
Durante la Prima Guerra mondiale appoggia l'Union sacrée, movimento trasversale favorevole al conflitto ed è tra i primi firmatari del Manifesto dei 16 contro l'aggressione tedesca.
Successivamente si dedica agli studi economici e nel 1928 partecipa al corso universitario di Davos insieme a numerosi intellettuali francesi e tedeschi.
Le sue opere principali sono: Théorie de la valeur (1903), Théorie du salaire e du travail salarié (1908) e Traité général de science economique (postuma, 1944), che critica la teoria del valore-lavoro degli economisti classici e di Marx. È inoltre autore di numerose traduzioni, tra cui si segnala quella olandese del Manifesto del partito comunista (1891).