Economista, demografo e studioso di statistica. Appartenente ad una antica famiglia marchigiana di possidenti agricoli, compì privatamente gli studi primari e conseguì la licenza ginnasiale e liceale a Senigallia. Si laureò in Giurisprudenza a Roma con Angelo Messedaglia discutendo una tesi sull'inchiesta agraria di Stefano Jacini. Si perfezionò poi a Pavia e a Padova dove fu allievo di Luigi Cossa e Achille Loria.
Nominato Segretario della Camera di Commercio di Macerata, pubblicò nel 1894 i risultati dell'inchiesta armentizia nell'Appennino marchigiano (La grande e la piccola industria armentizia dell'Appennino marchigiano, in "Giornale degli economisti" (vedi), a. 5 (ott 1884), p. 307-330). Successivamente fu Segretario della Società degli Agricoltori Italiani, per la quale svolse, tra il 1901 e il 1903, un'indagine sugli scioperi agrari ed i loro effetti economici e alcuni studi sui contratti agrari (Recenti scioperi agrari in Italia e i loro effetti economici, 1902; I contratti agrari e il contratto di lavoro in Italia, 1903).
Al tema dei costi dello sciopero si riferisce lo scambio epistolare che ebbe con Vilfredo Pareto documentato presso questo Fondo (cfr. la lettera del 29 maggio 1906, IT PopSo FP R14C148). Sempre con Pareto, tra il 1893 il 1903, il Coletti aveva rispettosamente polemizzato sulle pagine di "Critica sociale" e della "Rivista sociale" riguardo alla questione del protezionismo italiano e del liberismo.
Nel 1904 vinse il concorso per la cattedra di Statistica all'Università di Sassari e successivamente per quella di Economia a Cagliari. Di nuovo a Sassari per qualche tempo, andò a Pavia nel 1907 come ordinario di Demografia e Statistica e in seguito insegnò Economia dell'agricoltura alla Bocconi. Nel 1911 iniziò a scrivere per il "Corriere della Sera" e nel 1913 partecipò all'inchiesta parlamentare sulla Tripolitania settentrionale.
Svolse anche attività politica, eletto consigliere provinciale di Macerata nel 1895 nelle file dei socialisti, dai quali si staccò progressivamante per avvicinarsi al partiito radicale (1904-1905). Fu socio del R. Istituto Lombardo, dell'Accademia dei Georgofili e dei Lincei.
Le sue opere principali sono: Del valore statistico delle cifre del commercio internazionale (1903), Classi sociali e delinquenza in Italia nel periodo 1891-1900 (1910), Dell'emigrazione italiana (1912), Studi sulla popolazione italiana in pace e in guerra (1923), Economia rurale e politica rurale in Italia (1926), Problemi di statistica economica (1937). Per la bibliografia completa si rimanda a Francesco Coletti, commemorazione di B. Griziotti, in "Rendiconti del Reale Istituto Lombardo di Scienze e Lettere", v. 74 (1940-41), p. 200-224.