Economista e politico italiano. Intrapresi gli studi superiori e universitari a Palermo, si trasferì con la famiglia a Padova, dove si laureò in legge nel 1902 con una tesi in economia politica sulla circolazione monetaria in rapporto con l'evoluzione economica, relatore Achille Loria. Si recò quindi in Germania e per un triennio prese parte attiva ai lavori del laboratorio di economia dell'università di Berlino.
Nel 1907 ottenne la libera docenza in statistica a Pavia; dal 1909 al 1919 insegnò a Palermo e quindi a Genova (1919-.1924), Bologna (1925) e Milano (1926).
Nel 1920 il ministero per gli Affari esteri lo nominò membro della delegazione italiana presso la Commissione delle Riparazioni e, entrato in vigore il piano Dawes, nel 1924 fu consulente finanziario dell'Agente generale per il pagamento delle riparazioni a Berlino. Nel 1925 fu tra i firmatari del Manifesto degli intellettuali antifascisti.
Accettò quindi l'invito del governo egiziano per la docenza di economia politica al Cairo, da dove rientrò nel 1937 per riprendere l'insegnamento della stessa disciplina all'Università di Milano, incarico che manterrà fino al 1957.
Svolse parallelamente attività manageriale e politica: nel 1945 fu nominato presidente del Banco di Roma e pubblicò Il programma economico-sociale del liberalismo. Dal 1947 al 1951 tenne la carica di direttore esecutivo della Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo. Dall'agosto 1953 al gennaio 1954 fece parte del governo Pella come ministro del Commercio con l'Estero. Riprese quindi attivamente l'incarico di presidente della Banca di Roma, che terrà fino al 1959.
Degna di menzione anche la sua attività di pubblicista sul "Corriere della Sera", al quale collaborò stabilmente dal 1946 al 1963.
Il Bresciani Turroni citò gli studi paretiani nel saggio Sull'interpretazione e comparazione di seriazioni di redditi o di patrimoni, pubblicato sul "Giornale degli economisti" (vedi) del gennaio 1907, dapprima giudicato negativamente da Pareto e poi riabilitato (cfr. lettere a M. Pantaleoni (vedi), 7 e 15 mar 1907, in V. Pareto, OC, 28.3, 1984, p. 19 e 22). Ne seguirono scambi epistolari e un incontro a Céligny nel maggio dello stesso anno: "Ieri ho avuto il piacere di vedere qui il Bresciani, che è venuto a farmi visita. Sono stato lieto di fare la sua conoscenza. Ha molto ingegno e molta coltura e credo che farà una buona riuscita". (cfr. lettera di Pareto a G. Sensini, 16 mag 1907, in Idem, 1973, poi OC, t.19, 1975, p. 598).
Delle sue numerose opere, tradotte in varie lingue, si citano: Lezioni di statistica (1912), La politica commerciale dell'Italia (1920), Le vicende del marco tedesco (1931), Lezioni di economia politica corporativa (1941), Introduzione alla politica economica (1942), Lezioni di teoria economica (1946), Corso di economia politica (1949-1951).