Titolare della omonima libreria antiquaria di Torino, fondata nel 1848 dal padre Vittorio e dallo zio Pietro, provenienti da Fenestrelle in Val Chisone.
Sotto il suo impulso l'originaria bancarella di libri antichi aperta sotto i portici di piazza San Carlo crebbe notevolmente, arricchendosi con acquisti di importanti biblioteche e collezioni, tanto da diventare punto di riferimento per i bibliofili di tutta Italia. Dal 1890 Pietro conduce infatti un negozio di ben 14 locali, aperto nella palazzina retrostante alla bancarella, e nel 1894 inizia a pubblicare regolarmente il catalogo delle collezioni antiquarie possedute, di cui escono quasi trecento numeri.
Insieme a lui opera il fratello Placido e dopo di loro la libreraia rimane alla famiglia Bourlot per altre due generazioni, con Carlo Ettore e infine Gian Vittorio. Dagli anni '60 del Novecento è proprietà della famiglia Birocco.
Nel corso della sua lunga e prestigiosa attività la libreria Bourlot è stata frequentata da personaggi noti, tra i quali Luigi Einaudi (vedi), Umberto di Savoia, i duchi di Genova e d'Aosta, Giuseppe Giacosa, Benedetto Croce (vedi), Achille Loria, Luigi Pirandello, Arturo Toscanini, Giovan Pietro Vieusseux, e dai proprietari di altre storiche librerie antiquarie italiane e straniere (Hoepli di Milano, Olschki e Gozzini di Firenze, Rappaport di Roma, Maggs e Quaricht di Londra, De Nobele, Loliée e Clavreuil di Parigi, Harrassovitz e Hiersemann di Berlino, Rosenthal di Monaco, Tulkens di Bruxelles, Landarchet di Lione).
Cfr. il necrologio di Pietro Bourlot in "La Stampa", a. 56, n. 111 (10 mag 1922), p. 5.