Enrico Barone inizia la sua carriera scientifica quale esperto di strategia e tattica militare distinguendosi solo successivamente come economista. Sensibile agli insegnamenti della storia, si avvicina all'economia come scienza sociale.
Nel 1874 entra al Collegio militare di Napoli e l'anno successivo all'Accademia Militare di Torino. Nel 1884 pubblica la sua prima opera a carattere militare Studi sulle regole di tiro in "Rivista Artiglieria e Genio", (1884). A quest'opera seguirà, fino al 1909, una copiosa produzione scientifica a carattere militare. Nel 1887 insegna Arte Militare alla Scuola di Applicazione di Artiglieria, suo allievo Vittorio Emanuele III. In questo anno scrive una sinossi (inedita) Lezioni di Arte militare, dalla quale emerge il suo interesse verso i temi economici e sociali e la sua capacità di leggere attraverso i fatti concreti le intricate relazioni tra istituzioni militari e struttura sociale.
Nel 1894 inizia la sua collaborazione con il "Giornale degli Economisti" (vedi), tra i suoi saggi ricordiamo: Di alcuni problemi fondamentali per la teoria matematica dell'imposta; A proposito delle indagini del Fisher; Sul trattamento delle quistioni dinamiche. Nel 1895 inizia la sua attività di pubblicista con "La Stampa", "La Tribuna", il "Corriere della Sera", "Il Giornale d'Italia", "Popolo Romano" e "Vita Italiana".
Dal 1896 al 1900 insegna Storia Militare presso la Scuola di Guerra. In questi anni scrive Le istituzioni militari e le condizioni politico sociali per i suoi studenti in prolusione a I grandi capitani sino alla rivoluzione francese (1898).
È in questo periodo che entra in contatto con Pareto, Einaudi (vedi), Pantaleoni (vedi), Nitti e Prato (vedi) di cui rimane un interessante rapporto epistolare. Nel 1899 insegna Economia Coloniale presso la Scuola Diplomatico-coloniale di Torino e scrive Storia delle questioni contemporanee che integrerà con annotazioni e capitoli rimasti inediti.
Dal 1901 al 1906 è Capo dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito. Nel 1903 viene promosso Colonnello e collocato a disposizione del Ministro della Guerra, nel 1906 rassegnerà le sue dimissioni dall'esercito. Nel 1905 Barone entra nella Loggia massonica "Giuseppe Bovio" del Grande Oriente d'Italia diventando l'anno successivo "Maestro".
Nel 1908 pubblica le sue due maggiori opere di economia: Principi di Economia Politica e Il Ministro della Produzione nello Stato collettivista ("Giornale degli Economisti", vedi, set 1908).
Nel 1909 fonda il giornale trisettimanale "La Preparazione" a carattere politico-militare, nel quale cura un'Appendice sulla Rivoluzione Francese. Nel 1915 lascia la direzione del giornale, che passa a E. Caffarelli, pur continuando a collaborarvi. La censura imbiancherà buona parte dei suoi articoli e l'attività del giornale verrà interrotta nel 1916. Nel 1912 si reca a Stara-Zagora in Bulgaria come inviato del suo giornale per raccogliere testimonianze sulla guerra tra la Serbia e la Turchia, questa vicenda è testimoniata da lettere inedite.
Nel 1910 diviene professore di Economia Politica e Scienze delle Finanze all'Istituto Superiore di Studi commerciali di Roma. Nel 1920 fonda il giornale "L'Ufficiale Italiano", di cui se ne hanno poche copie a causa della censura del Ministro della Guerra. Nel 1923 è nominato direttore dell'Istituto Superiore Commerciale e Coloniale di Roma. Nello stesso anno fonda il quindicinale "Per la nostra ricostruzione economica" volto a portare contributi di idee e di direttive di politica economico-finanziaria. Muore a Roma il 15 maggio 1924.
[Profilo biografico a cura di Catia Eliana Gentilucci]